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Messaggio  direttore didattico il Lun Gen 12, 2009 11:11 am

da TuttoscuolaNews

Rivoluzione nella primaria: arrivano gli spezzoni di posto

"In presenza di particolari ed eccezionali esigenze, ove non sia possibile procedere all'aggregazione delle diverse frazioni di orario tra plessi della medesima istituzione scolastica, sono costituiti posti orario, anche per l'insegnamento del sostegno, di consistenza inferiore all'orario settimanale di insegnamento". Recita così il comma 7 dell'art. 12 dello schema di regolamento concernente l'organizzazione della rete scolastica ed il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane.

Il gergo un po' criptico contiene una semplice verità: anche nella scuola primaria dal prossimo anno vi saranno gli spezzoni di cattedra, anzi di posto.

È la conseguenza della soppressione dell'istituto della compresenza o contemporaneità. Poiché per effetto del nuovo regolamento di riordino ordinamentale della scuola primaria dovrà essere assicurata esclusivamente la copertura dell'orario d'insegnamento frontale per l'intera classe, potrebbe verificarsi nei diversi plessi scolastici una eccedenza di disponibilità di orario complessivo dei docenti rispetto allo stretto fabbisogno dell'orario delle lezioni. Una eccedenza di orario che non potrà essere consentita, vista la cancellazione delle compresenze. Da qui la previsione di ridurre l'orario pieno (22 ore di insegnamento) e avere frazione di posto (8, 10 o più ore), come già avviene oggi per gli spezzoni di cattedra nella secondaria. Per completamento dell'orario-posto i docenti della primaria potranno essere utilizzati su plessi scolastici diversi, anche di diversa istituzione scolastica.

Allo stesso modo questo avverrà anche per le nomine dei supplenti annuali o temporanei che potrebbe anche non avere la possibilità di coprire posti a orario intero. Un precedente in materia si è già verificato, di fatto, per qualche nomina di docente di sostegno. D'ora in poi, anche per i sostegni, la frazione di posto diventerà consuetudine.

Il sindacato Ugl, preoccupato per i riflessi negativi sulla regolarità di avvio dell'anno scolastico, ha chiesto al ministero dell'istruzione di cercare soluzioni per contenere il ritardo.
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come partirà il prossimo anno?

Messaggio  direttore didattico il Lun Gen 12, 2009 11:13 am

da Tecnica della Scuola

Nomine fino al 31 agosto
di R.P.

Lo stabilisce l'articolo 36 del "decreto milleproroghe" approvato dal Governo a fine anno. Nei prossimi giorni il provvedimento verrà esaminato dal Parlamento per essere convertito in legge. La disposizione si rende necessaria in quanto i Regolamenti definitivi saranno approvati non prima di marzo-aprile.
I nodi stanno arrivando al pettine: ormai è chiaro che per poter dare corso alle modifiche previste dai Regolamenti attuativi dell’articolo 64 della legge 133 occorre molto tempo, forse troppo.
Mentre ci sono scadenze che non possono essere ignorate e dilazionate al di là di certi limiti, a meno di non mettere in discussione il regolare avvio del prossimo anno scolastico.
E così il Governo incomincia a correre ai ripari.
Il “decreto mille proroghe” n. 207 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre contiene un primo assaggio delle decisioni che dovranno assumere esecutivo e Amministrazione per contemperare l’esigenza di applicare la legge con la necessità di evitare la paralisi del sistema scolastico. L’articolo 36 del provvedimento riguarda infatti le procedure di nomina del personale docente e stabilisce che,limitatamente all'anno scolastico 2009/2010, il termine di cui all'articolo 4, commi 1 e 2, del decreto-legge 3 luglio 2001, n. 255, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 agosto 2001, n. 333, è prorogato al 31 agosto 2009” In pratica questo significa che per il 2009/2010 le nomine del personale docente (anche a tempo indeterminate) possono essere fatte oltre il termine del 31 luglio stabilito dalle norme in vigore.
D’altronde lo spostamento dei termini per le iscrizioni determina lo slittamento di tutte le altre operazioni conseguenti (definizione degli organici, mobilità del personale, operazioni sugli organici di fatto).
E, a proposito di iscrizioni, non è chiaro se il Ministero intenda o meno emanare una apposita circolare, dopo quella – un po’ generica - emanata agli inizi di dicembre.
In realtà una ulteriore circolare potrebbe servire, tutt’al più, per definire modelli di iscrizione uniformi a livello nazionale, modelli che, però, avrebbero ormai ben poco senso se si considera che ormai l’organizzazione oraria delle scuole del primo ciclo è ormai ampiamente legata alle diverse realtà locali.
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