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Messaggio  direttore didattico il Mer Ott 22, 2008 5:01 pm

MOZIONE APPROVATA DALL’ASSEMBLEA DI GENITORI ED INSEGNANTI DEGLI Istituti Comprensivi di Coazze, Giaveno e Trana riuniti il giorno 17 OTTOBRE 2008 di Anna Rollero


Al Ministro dell’Istruzione, Università e ricerca, O. Maria Stella Gelmini
Al Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale,
Al Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale,
Ai Presidenti dei Consigli di Istituto degli Istituti Comprensivi di Giaveno, Coazze e Trana
Ai Dirigenti Scolastici degli Istituti Comprensivi di Giaveno, Coazze e Trana
Ai Collegi dei Docenti degli Istituti Comprensivi di Giaveno, Coazze e Trana

MOZIONE APPROVATA DALL’ASSEMBLEA DI GENITORI ED INSEGNANTI DEGLI Istituti Comprensivi di Coazze, Giaveno e Trana
riuniti il giorno 17 OTTOBRE 2008

L’assemblea di genitori e insegnanti delle scuole della Valsangone, riunitisi in un incontro pubblico, in data 17 ottobre 2008, prende consapevolmente atto che con l’attuazione del DL 137 e
dei provvedimenti contenuti nello “Schema di Piano Programmatico” del Ministero dell’Istruzione,
nonché l’eventuale approvazione e conversione in legge della proposta Aprea,

la QUALITÀ della scuola sarebbe gravemente compromessa.

Pertanto esprimono il proprio dissenso in merito a tali provvedimenti, in quanto viene smantellata l’identità della scuola primaria, attraverso la “restaurazione” di un modello scolastico a sole 24 ore settimanali e del maestro unico.
Tale consistente riduzione del tempo scuola, a nostro avviso, comporta un decadimento sostanziale della qualità dell’insegnamento e non solo per la scuola primaria, in quanto la riduzione del tempo scuola investe anche la scuola secondaria di primo e secondo grado.

Si sottolinea che la presenza di più insegnanti nelle classi con relativa compresenza, ha permesso l’ampliamento dell’orario scolastico, con un preciso rinnovamento didattico culturale volto ad offrire risposte adeguate ad una crescente e forte esigenza sociale:
• ampliamento dell’offerta formativa attraverso le ore di compresenza, che permettono la formazione di gruppi di alunni per laboratori e per interventi di approfondimento curricolare e consentono l’effettuazione di uscite e visite didattiche;
• integrazione dei bambini disabili all’interno delle classi con superamento delle scuole speciali e delle classi differenziali;
• accoglienza, integrazione ed inclusione degli alunni stranieri, in continuo aumento all’interno dei nostri Istituti.

Valutato che:

• spariranno le compresenze per tutti gli ordini di scuola;
• nella scuola dell’infanzia non ci saranno particolari tagli, ma neanche alcun investimento, con la generalizzazione del modello povero con maestro unico ed orario antimeridiano e la modifica della norma che prevede come obbligatorio il tempo lungo;
• il taglio di posti per i collaboratori scolastici toglierà ai bambini, soprattutto quelli più piccoli, un importante figura che si affianca agli insegnanti nel garantire assistenza, sicurezza e sostegno;
• sono a rischio le attività di laboratorio per la scuola secondaria a causa della diminuzione delle ore dei tecnici di laboratorio in compresenza con gli insegnanti titolari; senza considerare che la riduzione degli organici comporterà nei fatti l’applicazione solo formale di alcune leggi come ad esempio la legge 626/96 (sicurezza nei luoghi di lavoro), infatti, gli assistenti tecnici non potranno più garantire l’efficienza e la sicurezza dei laboratori dove si svolgono le esercitazione didattiche dal momento che il loro orario sarà tutto dedicato all’assistenza;
• nella scuola primaria non sarà più possibile impostare il lavoro dei docenti in classe sulla collaborazione e sul confronto;
• ogni insegnante tornerà ad essere solo di fronte alla classe, alla didattica, alla psicologia delle bambine e dei bambini;
• non saranno più possibili le uscite didattiche nel territorio;
• il ritorno del voto in condotta svilisce la valenza educativa e formativa della valutazione;
• l’aumento degli alunni per classe, in aule che spesso risultano non adeguate allo svolgimento delle normali attività, anche per il solo formale rispetto delle norme di sicurezza, riduce la socialità e il rapporto personale con gli insegnanti;
• spariranno alcune delle scuole del nostro territorio;
• si svuoterebbero di valenza educativa e istruttiva le ore del pomeriggio affidate a figure (?) esterne al sistema scolastico, con forti rischi per le famiglie a cui potrebbe essere richiesto un finanziamento supplementare per la frequenza pomeridiana.

Qualsiasi riorganizzazione di un sistema complesso, e la scuola lo è, richiede maggiori investimenti e progetti di vera valorizzazione delle risorse esistenti. Ma come si evince chiaramente nella manovra economica del Governo sulla scuola e nel piano attuativo del ministro Gelmini mancano entrambi gli aspetti.

Si chiede pertanto:
• il ritiro del D.L. n. 137;
• il mantenimento e l’estensione, ove le famiglie ne facciano richiesta, del Tempo Pieno, intendendo un tempo unitario di quaranta ore, affidato a due insegnanti contitolari;
• il mantenimento delle ore di contemporaneità che sono garanzia di una elevata qualità dell’offerta formativa e non uno spreco;
• l’attribuzione di personale di sostegno commisurata alle effettive necessità degli alunni disabili;
• la formazione di sezioni e classi, in cui il numero degli alunni sia tale da consentire di accoglierli, seguirli, stimolarli, sostenere i più deboli senza trascurare le eccellenze, curare dinamiche di relazione sempre più complesse;
• l’equiparazione dei finanziamenti all’istruzione con gli standard europei, anziché i tagli previsti dai provvedimenti del governo.

Non è in discussione solo la perdita dei posti di lavoro, ma il diritto all’istruzione nella scuola pubblica e il conseguente impoverimento didattico e culturale:
Un Paese che non investe sulla Scuola non investe sul futuro.
Non si può imparare rimanendo meno a scuola.

Si segnala che l'assemblea, seriamente preoccupata degli effetti di questo decreto e del piano programmatico, ha votato questa mozione all'unanimità.

Giaveno, 17 ottobre 2008
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